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Chiaramonte Gulfi 18 04 1902

Tutto iniziò con mio nonno che mi disse: Chi è a Murtidda?

Ero intento a giocare con la “strummula e felice risposi: Che bello nonno un nuovo gioco!!! Io ero ancora piccolino non capii cosa mio nonno volesse dirmi. Lui rispose : Un giorno ti porterò con me. Questa stessa domanda fu sempre un enigma per i bambini della nostra famiglia.

Antiche damigiane di proprietà della fam.Nicosia Mortilla

Ancora adesso mio nonno al pranzo domenicale di famiglia un giorno venne da me è mi pose la stessa domanda. Io trentenne risposi : Nonno ma è il nome della nostra contrada. Lui rise felice della mia ingenuità, ed inizio a raccontarmi questa storia.

Le nostre tenute si chiamano Mortilla “Murtidda”in siciliano, perchè ancora nel '43 tra le vigne e gli ulivi nasceva questa pianta il Mirto selvatico, adesso quasi estinta in tutta la zona di Mortilla.

Ed è li che mio padre nel lontano 1960 circa mi lascio i primi terreni dove poter produrre il mio vino. Ma prima di tutto questo, bisogna tornare indietro di cent'anni.

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Nel 1850 il mio bisnonno Biagio era un ricco barone proprietario terriero, aveva terreni a Ganzeria, circa 80ettari, con ulivi secolari, e 20 ettari di terra a Mortilla con vigneti di cento e cento anni. Erano bei tempi, si faceva l'olio e il vino, e tramite i Carretteri si portavano queste materie prime in giro per la Sicilia. Al Bisnonno Biagio, ormai vedovo, piaceva tanto una volta al mese andare anche lui con i suoi dipendenti. Si lasciava il vino e l'olio nelle botteghe e nel Fondaco “U Funnicu” dove i carrettieri potevano soggiornare con i propri cavalli.

Antico Frantoio e Palmento Vini Mortilla fam.Nicosia

Nel 1860 aprì un Fondaco anche ad Enna così che i carrettieri potevano rifocillarsi e riposare. Sfortunatamente in uno di questi viaggi si ammalò, morì è lascio tutto in eredita al figlio Carmelo. All'età di 5/6 anni Carmelo si ritrovò con un ricco patrimonio che non poteva gestire, troppo piccolo. Poco a poco i parenti, tra loro si divisero terreni, caseggiati, palmento e frantoio, ed al piccolo Carmelo non resto più niente, crebbe con una zia e diciottino parti soldato. Al suo rientro senza beni e proprietà torno dalla zia. Gia all'eta di 50 anni questa zia morì e Carmelo ereditò 5 ettari di vigneto a Mortilla.
Lavoratori nei terreni di Mortilla, Ricordi Fam.Nicosia Mortilla

Era già il 1890 e Carmelo inizio a lavorare i propri vigneti cerco moglie e si sposò. Ebbe 4 figlie femmine e 2 figli maschi. (Lucia Vannina, Pippina e Rosina(Biagio e Salvatore). Nel 1896 naquè Salvatore che ben prestò inizio il lavoro nei campi con il padre imparando l'arte della potatura e dell'innesto. Erano dei bravi “Nzitaturi” innestatori e venivano chiamati in tutta la Sicilia. Con i soldi guadagnati comprarono man mano altri vigneti e le case di Mortilla punto strategico vicino alla strada principale la Vittoria-Cannamellito-Pantaleo- Licodia Eubea-Catania (ora S.p. 5).

antiche presse fam.Nicosia Mortilla

Salvatore nel 1920 ereditò dal padre tutte le proprietà, circa 6 migliaia di vigneti.Si sposo ed ebbe 3 figli, in ordine nel '24 Emanuela, nel '33 Carmelo  e nel '34 Giovanna. Anche Carmelo come suo padre iniziò a lavorare già piccolino nei vigneti imparò come curare la vigna a potare ed innestare.

Facevano il vino con il padre lo vendevano nei propri caseggiati di Mortilla.

Bella epoca quella della vendemmia se si pensa cheil 28 settembre 1930 fù proprio Mussolini a proclamare la “Giornata dell'uva”per incentivare il consumo del vino locale, in tempi dove il regime ostentavauna politica antialcolica. Intanto il padre divise tutte le proprietà ai figli:alle figlie andarono le case in città e al figlio Carmelo i terreni e le case di Mortilla.

Particolare del Torchio Antico Vini Mortilla fam Nicosia
Nel '56 Carmelo si sposo con Angela ed ebbe 3 figli Salvatore Guglielmo e Cinzia,sempre nella tradizione familiare i figli maschi presero il lavoro del padresin da piccoli,e con i guadagni iniziarono a comprare terreni a Senia, zona ricca d'acqua con sottosuolocalcareo sulla s.p5. Senia è una contrada di Roccazzo,frazione dove già nel 1341 furono venduti pezzi di terra con pozzi e palmenti.Quindi il nome "Roccarzo" definiva una qualità di terreno vocato a vigneti. Nel '66 comprò il 1° terreno a Senia dove costruì il pozzo e man mano comprò gli altri terreni a fianco con vigneti di cento e cent'anni tutti ad alberello con fusti che ti potevi anche sedere per riposare. Nel '68 venne comprato il palmento a Senia con 6 “fossi” i tini antichi. 4 fossi per la fermentazione dei mosti 2 fossi con pigiatricia piedi, di solito l'uva veniva ammostata con scarponi ferrati. Dal tino il mosto passava all'antico Torchio “Ammobile” immobile, con il vitone piantanto un metro sotto terra, e ritornava nuovamente nel tino di fermentazione.
Particolare delle antiche barrique fam Nicosia Mortilla
Anticamente prima di mettere il mosto nelle botti di legno, veniva filtrato a  mano nella “Cruvedda” un cestino fatto di canne. A quei tempi si avevano 14 botti di legno da 25 e 20 hl e 2 botti di legno da 50hl.Erano anni pesanti la cantina a Mortilla ed il palmento a Senia, i figli ancora piccoli aiutavano sempre il padre, ma bisognava trovare una soluzione. Carmelo negli anni '78-'80 pensò di vendere i caseggiati e le botti in legno di Mortilla, per riuscire ad aquistare l'antico palazzo di Senia attaccato al palmento già acquistato. Acquistato l'antico palazzo non potendolo ristrutturare venne distrutto e furono costruiti i caseggiati con annessa cantina tutto intorno al palmento. Un altra cantina fù costruita vicino all'ingresso così da avere un primo punto vendita. Sempre negli stessi anni furono estirpati vigneti ad alberello e furono impiantati i vigneti a spalliera. Sempre nella tradizione contadina i paletti per i vigneti vennero costuiti in casa. Tra gli anni '80 e '90 vennero comprati i primi silos in acciaio,nel '95 i torchi idraulici a motore e le moderne diraspapigiatrici.

Grandi botti di legno Fam Nicosia Mortilla

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