L‘Insolia : 

grande oro enologico della Sicilia

 Insolia o Ansonica, antico vitigno della Sicilia, e’stato senza dubbio il principe delle cantine siciliane prima che la Sicilia diventasse terra d’elezione dei grandi rossi da uve autoctone e da uve internazionali.Questa splendida uva, figlia di viterobusta, resistente alla siccita’, si coltiva in Sicilia da sempre e si e’ diffusa nel corso dei secoli anche in Sardegna, nell’isola d’Elba e del Giglio per merito dei mercanti greci. L’Insolia esprime il meglio di se’con climi caldi e ventilati, vinificata in purezza da’ vini di corpo e di lungo invecchiamento, ma oggi la tendenza e’ di accoppiarla ad uve alloctone, come ad esempio lo Chardonnay, e insieme ad uve autoctone per creare vini dallo spiccato gusto internazionale, ma che nel frattempo esprimono una forte connotazione siciliana; inoltre entra nella composizione di nove vini D.O.C. siciliani. L’Insolia si presenta di colore giallo paglierino carico con riflessi verdolini, profumo ampio e complesso, di buona intensita’ al gusto risulta pieno e di grande struttura, in particolare sono molto apprezzate le sensazioni fresche tipiche dell’Insolia  in armonia con i sentori di frutta secca. Il segreto,oggi, adottato dall’Azienda agricola Mortilla e’ quello di  selezionare rigorosamente le uve, a loro volta provenienti da un clone particolarmente pregiato “il Dama Sciannone”,e trattare i vitigni autoctoni come appunto l’Insolia ,alla stregua di quelli internazionali e piu’ nobili. 

  Sua maesta’: Il Nero d’Avola

Chiamato anche Calabrese o Calabrese d’Avola, il Nero d’Avola e’una  delle migliori uve della Sicilia; non si sa quando vi sia giunto, il nome sarebbe un’errata indicazione del dialetto siciliano “calaurisi”, unione di due parole “calea” ovvero uva e ”aulisi” che vuol dire Avola , borgo della provincia di Siracusa. Viene coltivato in quasi tutta la Sicilia,ma il territorio d’origine e’ quello sud_orientale , fra cui la provincia di Ragusa.Questa zona e’la piu’ calda della Sicilia,con temperature che superano i 17 °C e punte estive oltre i 40°C. Era chiamato dai Francesi che ne facevano largo uso “vin medicine”per la forte gradazione alcolica e il profumo intenso.Il corredo polifenolico delle bucce ha una buona componente antociana e sono presenti tannini, caratteristiche positive in quanto sono “dolci” e conferiscono quindi al vino quella rotondita’ e struttura ricercata oggi nei vini rossi.Il Nero d’Avola e’ anche ricco di trans-Resveratrolo,sostanza che riveste un ruolo molto importante nella prevenzione del cancro e favorisce l’abbassamento del colesterolo nel sangue.Da recenti ricerche sui vini siciliani,effettuate dal CO.Ri.Bi.A  (Consorzio di Ricerca sul Rischio Biologico in Agricoltura)  si e’scoperto che la Sicilia produce dei vini con un alto quantitativo di Resveratrolo e che la maggior parte contengono anche il Piceatannolo, un elemento naturale indicato in evidenze sperimentali come un composto con attivita’ antitumorale superiore al trans-Resveratrolo. Ancora una volta la Sicilia si e’ dimostrata come una terra che in natura ha straordinarie potenzialita’, capaci di dare prodotti con un alto valore salutistico e quindi prodotti di qualita’.

Cerasuolo di Vittoria

Il Cerasuolo di Vittoria ha una data di nascita ben precisa, 1607, al momento della fondazione della citta’ di Vittoria..In quell’occcasione infatti la sua fondatrice, Vittoria Colonna Henriquez, regalo’ ai primi 75 coloni un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto,stimolando cosi la produzione vinicola. Nel 1933 ,in occasione della mostra mercato di Siena , il Cerasuolo e’ stato immerso per la prima volta sul mercato nazionale. Il  riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata per questo vino, arriva nel 1973 e delimita una zona di produzione relativamente ristretta, comprendente l’intero territorio di cinque comuni della zona occidentale della provincia di Ragusa piu’ alcune aree in provincia di Caltanisetta e di Catania. In realta’, fino ad oggi la grande maggioranza della produzione si e’ concentrata nella zona storica del Cerasuolo, che corrisponde ai comuni di Vittoria,Comiso , Acate e Chiaramonte Gulfi.
Dopo un percorso lungo e complesso durato oltre 4 anni , il Cerasuolo ha ottenuto il traguardo enologico italiano piu’ prestigioso, la D.O.C.G. , ossia l’apice dell’ideale piramide di qualita’,con Decreto del 13/09/2005.  Nella nuova D.O.C.G. , la resa massima di uva in vino non deve essere superiore al 65% pari a 52 hl per ha.
La caratteristica principale dei terreni dell’area del Cerasuolo di Vittoria , e’ una tessitura sabbiosa rossa ,inframezzata spesso da strati di tufo e d’argilla , ricchi di minerali che emergono verso la superficie tramite l’acqua. Queste sabbie hanno la caratteristica di non mantenere di notte il gran calore assorbito durante i giorni piu’ caldi e sono quindi causa dei forti sbalzi termici tra giorno e notte.  Queste  escursioni e la natura tipica delle sabbie conferiscono al Cerasuolo di Vittoria caratteristiche d’unicita’ , eleganti note di freschezza , sentori floreali di ciliegia, fragole e melograno.
Il Cerasuolo e’ senza dubbio visto ormai come un prodotto di prestigio, in grado di trainare il resto della produzione vitivinicola della zona, ed in particolare ha saputo affiancarsi al famoso formaggio ragusano .Oggi ,sempre piu’ Ragusa e’ conosciuta e si identifica con il Cerasuolo, grazie ai successi ottenuti e ad una reputazione qualitativa in costante crescita,una crescita che viene confermata dalla maggiore richiesta di questo vino sui mercati di tutto il mondo. Il Cerasuolo deriva da soli vitigni autoctoni, in particolare dal vitigno rosso piu’ importante della Sicilia, il Nero d’Avola qui chiamato “Kalau l’avulisi”o “Kalaurisi” in ragione di un minimo di 50% e un massimo di 70% e dall’enfant du pays, il Frappato un vitigno originario di Vittoria e coltivato quasi esclusivamente nella Sicilia Orientale che deve costituire almeno il 30%  e massimo il 50% dell’uvaggio.E’ soprattutto il Frappato a rendere cosi’ particolare il Cerasuolo e a darne la cifra stilistica: ricco di profumi, in particolare di fiori e di ciliegia, con una discreta struttura tannica e una bassa qualita’ di antociani, quando la produzione non supera gli 80 quintali per ettaro(il disciplinare della DOC permette di arrivare fino a 100), viene ben lavorato in cantina dando origine ad un vino di buona struttura, morbido e  fine , cui  si  deve   sommare  come   valore   aggiunto  ma   fondamentale   per l’appassionato la tipicita’, la rarita’, l’appartenenza al territorio e quindi la sua immediata identificabilita’. Proprio per questa sua qualità, il Cerasuolo di Vittoria   appassiona sempre piu’ gli esperti, stanchi di vini  tutti uguali, fatti con gli stessi dieci vitigni in tutte le parti del mondo; quello che vogliono sono vini con un carattere ed un’anima, legati in maniera immediatamente riconoscibile ad un territorio e ad una tradizione, in una sola parola "unici".