Striscia la notizia Speranza Verde I carrubbi di Vini Mortilla

Il carrubo, il cui nome deriva dall'arabo “kharrub”, è una pianta sempreverde, molto longeva, potendo superare anche più secoli, e di grande taglia: riesce a raggiungere i 10-12 metri d'altezza, mentre il diametro della chioma spesso supera i 10 metri. I frutti della pianta, le carrube, compaiono in primavera e giungono alla piena maturazione nel periodo di agosto-settembre.

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Il carrubo nasce come albero spontaneo nelle terre del bacino orientale del Mediterraneo. La sua coltivazione pare abbia inizio soltanto al tempo dei Greci, che la estendono in Sicilia, ma sono gli Arabi che ne intensificano la coltivazione e la propagano fino in Marocco e in Spagna. Altri Autori sostengono che l'originaria diffusione del carrubo in Sicilia sarebbe dovuta ai Fenici, i colonizzatori più antichi dell'isola.

Le Carrube il frutto del Carrubbo Vini Mortilla Valentina Nicosia

I frutti del carrubo Le Carrube somigliano al baccello del fagiolo, ma che son più grandi e di color marrone scuro.

In questi anni l'uso giusto del carrubo si è perso nel tempo. Anticamente le carrube erano un importantissimo mezzo di sostentamento per uomini e bestiame, quando di farina di grano non se ne sentiva neppure l'odore (il riferimento corre alla seconda guerra mondiale).

Le carrube contengono al loro interno un 34% di zuccheri, un 31% di grassi, un 10% di acqua, un buon 8% di proteine e poi fibre e minerali. I minerali meglio rappresentati sono il potassio, il calcio, il sodio, il fosforo, il magnesio, lo zinco, il selenio ed anche il ferro.

 Discreto anche l'apporto di vitamine.
Le più presenti sono quelle del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 e B12 ), la vitamina C ed E (ottimi antiossidanti), la K ed il folato.

 Le carrube non contengono glutine e quindi possono essere mangiate dai celiachi.

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La farina di carrube è un prodotto tipico siciliano.

Utile per chi è a dieta, Utile per il suo contenuto di fibre, Contiene antiossidanti, Combatte il colesterolo alto, Regola le funzioni intestinali, Contrasta l’osteoporosi adatt per adulti e bambini

Viene comunemente usata nei preparati ipocalorici venduti come prodotti light o dimagranti

(100 gr. di carrube hanno una resa calorica pari a 205 calorie).
Le carrube non contengono sostanze psicoattive e la sua farina può essere usata come degno sostituto del cacao per fare delle torte, ciambelle, gelati ed altri dolci. Il suo sapore è simile a quello del cioccolato e si sposa con frutta fresca ed il miele. La farina di carrube si può utilizzare anche in aggiunta al grano duro per preparare la pasta, per la preparazione di tagliatelle, cavati e i meravigliosi ravioli con ripieno di caciocavallo Dop Ragusano

I nostri nonni, inoltre, con la polpa delle carrube preparavano una bevanda simile al tè con la quale si curava il raffreddore, la tosse e l'influenza.


Le specie più diffuse sono la Morescana, la Racemosa, la Saccarata, la Latinissima e la Falcata.

Le carrube crescono durante la primavera e il frutto arriva a completa maturazione a fine estate.
I fiori impiegano quasi un anno per trasformarsi in frutti maturi.
Raccoglietele ancora morbide, perchè una volta seccate dal sole, saranno buone solo per farci i rosoli.

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Oggi però l'industria cosmetica si è molto avvicinata ai semi di carrubo.
Essi contengono molte mucillagini (circa 60%) principalmente costituite da galattomannani. Quest'ultimi sono polisaccaridi idrofili in grado di conferire alla pelle elasticità e idratazione.
Assorbendo notevoli quantità di acqua, sono capaci di generare gel che, una volta applicati sulla pelle, formano un film sottile, trasparente e con ph isoepidermico in grado di cedere acqua alla pelle qualora ne avesse bisogno.

Altri studi invece si sono concentrati sull'attività che l'uso protratto nel tempo di semi di carrubo produrrebbe sui solchi della pelle, riducendone la rugosità.
Ecco perchè il carrubo è una risorsa anche per l'industria cosmetica che voglia realizzare prodotti  ad azione idratante, rigenerante e levigante della pelle. In particolare per pelli mature e pelli secche, delicate e facili all'arrossamento.

La provincia di Ragusa copre circa il 70% della produzione nazionale e qui si trovano la maggior parte delle industrie che trasformano le carrube in farina e in altri prodotti ricercati dall’industria alimentare soprattutto quella dolciaria.

Pensa che un tempo i semi del carrubo erano così considerati da essere presi come unità di peso per le pietre preziose e per l’oro.

Furono i mercanti arabi che per primi coniarono il termine di “carato” usato ancora oggi come unità di misura per stabile il peso e il valore delle gemme.

Anticamente i semi di carrubo, chiamati in arabo “qerat”, venivano usati per pesare le pietre preziose a motivo della loro regolarità nel peso, circa 0,20 g e con l’andar del tempo diedero il nome all’unità di misura detta carato usata oggi in tutto il mondo per stabilire il peso delle gemme.

Ecco la puntata di striscia la notizia girata nella nostra azienda

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